BACK

GREEN DAY'S AMERICAN IDIOT


MUSICA Green Day
LIRICHE Billie Joe Armstrong
LIBRETTO Billie Joe Armstrong e Michael Mayer
TRADUZIONE E ADATTAMENTO Marco Iacomelli

REGIA Marco Iacomelli

ARRANGIAMENTO MUSICALE E ORCHESTRAZIONI Tom Kitt
SUPERVISIONE MUSICALE Simone Manfredini
DIREZIONE MUSICALE Riccardo Di Paola
COREOGRAFIE Michael Cothren Pena
SCENE Gabriele Moreschi
ILLUSTRAZIONI Rosemary Amodeo (ispirate alle opere di Jean-Michel Basquiat)
VIDEO Antonio Simone Giansanti
COSTUMI E TRUCCO Maria Carla Ricotti
DISEGNO LUCI Valerio Tiberi
DISEGNO FONICO Donato Pepe
REGISTA COLLABORATORE Francesco Marchesi
CONSULENZA ARTISTICA Andrea Ascari

PRODUTTORE ESECUTIVO Davide Ienco
PRODUTTORE Fabio Boasi
PRODUTTORE Alessio Boasi
COPRODUZIONE STM, Fondazione Teatro Coccia, Reverse Agency
con il sostegno di Fondazione CRT

CAST
JOHNNY Ivan Iannacci
TUNNY Renato Crudo
WILL Luca Gaudiano
ST. JIMMY Mario Ortiz
WHATSERNAME Natascia Fonzetti
HEATHER Angela Pascucci
EXTRAORDINARY GIRL Giulia Dascoli
JOSHUA Daniele Venturini
ALYSHA Alessia Genua
THEO Alessandro Prota
CHRISTINA Roberta Miolla
GERARD Dario Cao
MIGUEL Daniele Volpin
MARY Asia Bosio
BEN Matteo Morigi
LIBBY Lara Moretto
DECLAN Matteo Chippari
REBECCA Simona Gugnali
ANDREW Massimiliano Perticari
LESLIE Ketty Panarotto
BRIAN Dario Ianne

BAND
DIREZIONE E TASTIERE Riccardo Di Paola
CHITARRE Roberta Raschella
BASSO Orazio Nicoletti
BATTERIA Marco Parenti

www.americanidiot.it


BOZZETTI • FOTOGRAFIE • VIDEO


Promo - Green Day's American Idiot from American Idiot on YouTube.


Foto di Giovanna Marino








































RASSEGNA STAMPA


Anno XXX 2/2017
Hystrio
di SANDRO AVANZO
Un musical anomalo rispetto agli standard e ai modelli tradizionali. Forse sarebbe più corretto definirlo un concerto drammatico in forma scenica dell’omonimo concept album dei Green Day assunto a manifesto del disagio della generazione americana degli anni Zero. Azioni sceniche svincolate da musica e testi, ma che materializzano quanto quei song vanno esprimendo. Sofferenza profonda, malessere disperato, incontro con le droghe e relativa discesa all’inferno, fascino del cupio dissolvi gridati e urlati su note post-punk da Billie Joe Armstrong e dai suoi compagni. L’11 settembre letto come inevitabile traguardo dell’individuo in un Paese che sa solo castrare i propri figli, tarpando loro sogni e ideali. Neppure nella fuga (da casa, nella droga, dalle decisioni, in una struttura gerarchica). Nessuno dei tre adolescenti protagonisti riesce a salvarsi. Il regista Marco Iacomelli affronta questa materia bollente con grande consapevolezza, attento a sottrarla alla specifica realtà Usa, per restituirla con uno sguardo più universale, anche più profondo, che non ne smarrisce mai il senso politico. Non rinuncia alle immagini dell’attacco alle Torri Gemelle o ai video di Trump e di Bush jr, ma sa creare atmosfere e immagini di estrema potenza e incisività (indimenticabile l’angelo nero) addirittura superiori a quelle di Broadway. Rispetto all’allestimento americano troviamo qui un’analoga deflagrazione di energie finalizzata però a un maggior scavo psicologico e a una valenza antropologica. Certo che, se fossimo nella Grande Mela, questo spettacolo concorrerebbe ai Tony Award per almeno 4 o 5 categorie tra cui miglior disegno luci (Valerio Tiberi), miglior disegno fonico (Donato Pepe), miglior scenografia (Gabriele Moreschi) senza contare i contributi del cast (Ivan Iannacci, Mario Ortiz, Natascia Fonzetti solo per citare alcuni protagonisti) e della rock band tutta. Restano i dubbi sull’opportunità di proporre i 95 minuti non stop tutti in lingua originale senza l’ausilio di alcuna traccia che permetta di entrare nelle vicende sceniche anche ai non fan dei Green Day. Un’operazione complessivamente in anticipo sui tempi?

24 gennaio 2017
La Stampa
Un debutto italiano da "tutto esaurito" al Coccia per American Idiot, l'opera rock coi brani dei Green Day. Hanno convinto tutti: attori, musicisti, regia e coreografie.

29 gennaio 2017
Il Corriere della Sera
di VALERIA CRIPPA
Il musical punk rock di deriva maledetta esiste ed è fattibile anche in Italia, come dimostra "Green Day's American Idiot", sfida vinta per Marco Iacomelli che firma regia e coaching di una compagnia di giovanissimi motivati tra cui alcuni debuttanti di sorprendente presenza e vocalità (...) Lo spettacolo dimostra coraggio assecondando una struttura che è sostanzialmente un concerto teatrale con innesti drammaturgici in cui i dialoghi si interpolano a canzoni (non tradotte) che portano avanti la trama.

29 gennaio 2017
La Repubblica
di LUCA BOLOGNINI
I tre protagonisti danno il meglio nelle canzoni melodiche come Boulevard of broken dreams e Wake me up when september ends, solo voce, chitarra e tanta atmosfera, resa anche dalla bella scenografia suburbana alla Basquiat. Uno spettacolo credibile grazie anche a un cast ottimo tutto e a coreografie energiche.

29 gennaio 2017
La Stampa
di ADRIANA MARMIROLI
Inutile girarci intorno: "American Idiot", i suoi ragazzi e le musiche dei Green Day fanno sentire vecchi e un po' muffosi i soliti musical, edulcorati, evasivi e pop.

7 febbraio 2017
Il Mattino di Padova
di SIMONA ZANETTI
Il vero colpo di genio (del regista Marco Iacomelli) è stato quello di non tradurre le canzoni, evitando quello che è ancora oggi il peccato capitale del musical italiano. E scritturando un cast di assoluto talento, a partire dal giovane Ivan Iannacci "Johnny" - una rivelazione -, per passare a Renato Crudo, nel ruolo di "Tunny", Luca Gaudiano "Will", e Natascia Fonzetti "Whatsername", quest'ultima senza dubbio la più completa.

Rivistamusical.it
di LUCIO LEONE
Questo American Idiot credo sarebbe stato pronto per Broadway (...) Il coraggioso e motivato Iacomelli regista ha sicuramente messo in piedi uno spettacolo dandogli una lettura personale e riuscita, ha saputo coniugare visione e tecnica, circondandosi di un grande staff.

Teatro.it
di VALENTINA SCOICCA
Marco Iacomelli ha dimostrato grande coraggio e intraprendenza nel proporre questo controverso titolo in Italia.

Lanouvellevague.it
di ANNA DE MARCO
L'American Idiot italiano è grinta, passione, talento e un pizzico di follia.

Ilgiornaleoff.it
di MARIA LUCIA TANGORRA
Recitato e cantato ottimamente dal cast (...) La regia di Iacomelli è la ciliegina sulla torta che impreziosisce e confeziona una partitura già di qualità. L'uso delle luci stroboscopiche - e non solo - così come quello attento degli schermi (spesso per richiamare il bombardamento mediatico), senza dimenticare le illustrazioni (ispirate alle opere di Basquiat) curate da Rosemary Amodeo, rendono il musical ancora più comunicativo e, nell'accezione positiva del termine, disturbante, richiamando, in modo originale, anche alcune atmosfere dai videoclip del gruppo.